La gestione delle ombre negli impianti fotovoltaici

Se l’impianto da realizzare è soggetto a ombreggiature parziali periodiche, è opportuno progettarlo facendo attenzione a molti dettagli, che possono ridurre al minimo la perdita di efficienza dovuta alle ombre.

Per prima cosa è opportuno selezionare con attenzione le aree del tetto dove integrare i pannelli, verificando l’assenza di ombreggiamenti permanenti, soprattutto nei momenti di massimo irraggiamento, come per esempio, a mezzogiorno oppure nella stagione estiva.

Per ottenere una proiezione verosimile dell’andamento delle ombre sono disponibili speciali programmi di simulazione.

In secondo luogo è importante fare attenzione alla tipologia di interconnessione dell’impianto, dettaglio che può influire notevolmente sul rendimento energetico generale. Infatti, l’evoluzione delle ombre determina il numero di pannelli FV che subiscono ombreggiamento. Il numero di questi pannelli, in rapporto al generatore complessivo e all’evoluzione dell’ombreggiamento stesso costituiscono parametri fondamentali che determinano i criteri di costruzione degli impianti.

Gestione e calcolo delle ombre negli impianti fotovoltaiciSe il sistema è soggetto a ombreggiamento di singoli moduli è possibile distribuire uniformemente l’ombra sulle diverse stringhe. In questi casi la tensione MPP (Maximum Power Point) si troverà vicino a quella nominale e non sono richiesti controlli o monitoraggi addizionali.

Se invece il fenomeno delle ombre risulta più intenso, può risultare adeguato gestire in modo separato i moduli FV ombreggiati e quelli non ombreggiati.

È consigliata la configurazione con inseguitore MPP separato per ogni stringa, invece di un collegamento in parallelo, adottando singoli inverter o dispositivi multi-string. Inoltre è opportuno aggregare gli elementi con irraggiamento simile.

È infine opportuno porre particolare attenzione alla scelta degli inverter, componenti che influenzano l’andamento delle perdite dovute a ombreggiamento. Utilizzando, infatti, inverter a singola stringa, si possono raggiungere ottimi risultati, con una resa prossima a quella ottimale. Servono inoltre inverter capaci di riconoscere più punti di lavoro MPP e in grado di gestire un’ampia gamma di tensioni in ingresso.

 

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