La perovskite ibrida per il fotovoltaico di domani

Il costante sviluppo tecnologico in ambito fotovoltaico avviene sovente a cura di laboratorio privati ma anche grazie alla ricerca universitaria.


L'Università di Vienna e la North Carolina State University stanno sviluppando da tempo un progetto che impiega perovskite ibrida, un materiale ecologico che include ossidi di sintesi con interessanti proprietà fisiche e chimiche.
In questo contesto si inseriscono gli studi effettuati dall'Istituto superconduttori, materiali innovativi e dispositivi (Spin-Cnr) dell'Aquila.
L'intenso lavoro dei ricercatori si è concentrato sulla formulazione di componenti che possano rendere più sostenibile la fabbricazione degli elementi basilari necessari per la realizzazione dei pannelli fotovoltaici.

Attraverso uno studio teorico sulle perovskiti ecologiche, particolarmente efficienti e in grado di sostituire il più costoso silicio, è stato possibile mettere in atto una serie di procedimenti atti a eliminare il piombo, normalmente presente nella perovskite.
Il risultato di primordine consentirebbe di realizzare strumenti per generare energia pulita e rinnovabili, a partire da componenti che non inquinano e non danneggiano la salute del pianeta e dell'uomo.
A livello costruttivo, gli esperti hanno realizzato una struttura fotovoltaica in perovskite ibrida che integra strati inorganici alternati con molecole organiche munite di un dipolo elettrico.
I dipoli presenti nell'architettura del materiale posseggono qualità importanti e possono ordinarsi per assecondare il trasporto e la separazione delle cariche foto-generate, incrementando l'efficienza e l'attività fotovoltaica stessa.

 

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