Tesla Powerpack, Elon Musk e la diffusione delle rinnovabili

Secondo l'International Renewable Energy Agency, tra il 2006 e il 2012, la capacità fotovoltaica annuale è cresciuta del 190%, quella eolica del 40%, in questo contesto i sistemi di accumulo giocano un ruolo importante.

L'energy storage sarà determinante per sostenere la transizione dalla fossili alle rinnovabili, soprattutto nel decennio 2020 – 2030. Entra la fine di questo periodo si stima che la capacità fotovoltaica installata a livello globale sarà nove volte superiore a quella del 2013, cinque volte maggiore per ciò che riguarda l'eolico.

A supportare il comparto, la forte crescita degli autoveicoli elettrici che, per funzionare, adottano necessariamente componenti per l'accumulo di energia. Sebbene i volumi siano contenuti, lo sviluppo di questi ultimi anni è incoraggiante e la ricerca tecnologica è senza sosta.

Come risaputo, l'integrazione di un sistema di stoccaggio permette a una piattaforma rinnovabile, come il fotovoltaico, di garantire una maggiore continuità in termini di fornitura, smorzando i problemi legati alla natura intermittente di questo tipo di tecnologia.

Il mercato dell'energy storage e quello delle batterie è attualmente in fermento, alla ricerca di soluzioni sempre più efficienti e a basso costo. I comparti R&D delle aziende lavorano a pieno ritmo in ogni continente del globo. Dal Giappone arrivano batterie a carica ultrarapida (20 volte più veloci delle tecnologie più diffuse), mentre negli USA si progettano batterie a lunga durata con ioni di magnesio.

In questo senso la nota casa automobilistica Tesla ha commercializzato, già in primavera, le batterie da parte Powerwall, con capacità di 7 kW e 10 kW e costi di circa 3.500 USD. Considerando il successo di questi device, il CEO Elon Musk ha scelto di introdurre le unità per ambienti di grandi dimensioni, denominate Powerpack. Secondo le prospettive dell'azienda, distribuendo circa 160 milioni di queste batterie sarebbe possibile velocizzare la transizione degli USA verso le rinnovabili. In più, con circa 900 milioni di unità si potrebbe abilitare un reale modello di generazione distribuita su scala mondiale.

 

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