Il PolyU raggiunge un’efficienza del 25,5% con celle perovskite–silicio

I laboratori del Politecnico di Hong Kong PolyU hanno messo a punto una cella solare in tandem perovskite-silicio in grado di raggiungere un'efficienza di conversione del 25,5%.


Si tratta di un risultato che costituisce a tutti gli effetti un primato e sancisce le buone capacità delle piattaforme basate sulle perovskite.
Il vantaggio del binomio scelto dai ricercatori è quello di poter assorbire differenti lunghezze d'onda dell'energia solare incidente, una struttura formata da una coppia completare, metilammonio-triioduro piombo e silicio.

 

Il PolyU raggiunge un’efficienza del 25,5% con celle perovskite–silicioIn termini di architettura e costruzione si è optato per una integrazione della perovskite in posizione superiore, per garantire una più efficace ricezione dei fotoni di breve lunghezza d'onda. La sezione inferiore è invece rivestita in silicio, capace di lavorare in modo ottimale con lunghezze d'onda più ampie.
In termini di approccio al mercato e costi, i ricercatori del PolyU evidenziano come, adottando le nuove celle, il costo dell'energia solare possa scendere fino a 0,31 Euro-per-Watt, rispetto agli attuali 0,50 Euro-per-Watt del silicio cristallino.

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