ANIE Rinnovabili commenta il decreto incentivi FER 2019-2021

ANIE Rinnovabili commenta il decreto incentivi FER 2019-2021

ANIE Rinnovabili commenta il decreto ministeriale di incentivazione delle rinnovabili e si unisce al coro di quanti attendono che veda finalmente la luce.

ANIE Rinnovabili
Bene il principio di neutralità tecnologica, pur con alcuni distinguo, e l’obbligo di installazione di moduli fotovoltaici a seguito bonifica da amianto. Rafforzare la misura che disincentiva il ricorso a turbine eoliche con componenti rigenerate.
…La pianificazione dei contingenti articolata sul triennio 2019-2021 prevista dallo Schema di decreto ministeriale per l’incentivazione delle fonti di energia rinnovabile è una buona notizia: finalmente gli operatori avranno un orizzonte temporale più ampio per perfezionare gli investimenti sugli impianti green italiani.

Rispetto ai contenuti del provvedimento, ANIE trova condivisibili sia la necessità di attribuire le tariffe incentivanti attraverso il meccanismo basato su “contratti per differenza a due vie”, sia l’approccio della neutralità tecnologica perseguito. Secondo questo principio si devono considerare congiuntamente le tecnologie che presentano analoghi costi di investimento e costi operativi. Qualora si riscontrassero divergenze sostanziali, come è il caso degli impianti di piccola taglia, si potrebbe prevedere uno sviluppo differenziato.

Inoltre, l’Associazione suggerisce che si possano costruire contingenti di registro distinti per ogni singola tecnologia, dal momento che gli LCOE (Levelized Cost of Energy) delle diverse tecnologie sono molto differenti, in particolare quelli del Gruppo A individuati dallo schema di decreto; in alternativa potrebbe essere considerata la possibilità di prevedere alcuni contingenti minimi di salvaguardia per tecnologia all’interno del Gruppo, ma a condizione che si chiarisca se gli impianti in autoconsumo, sostanzialmente il fotovoltaico, debbano o meno poter competere nei registri con l’eolico.

La bozza di decreto ministeriale in consultazione introduce un’importante novità, ovvero la decurtazione della tariffa spettante nel caso di impianti eolici a registro, realizzati con componenti rigenerate. Solitamente, infatti, non si tratta di vera e propria rigenerazione dei componenti, il che presupporrebbe un loro ripristino, ma piuttosto di secondo utilizzo degli stessi, con conseguente minore sicurezza, affidabilità ed efficienza dell’impianto.

Secondo ANIE la misura non andrebbe stralciata, come alcune associazioni propongono, ma semmai rafforzata, escludendo dall’incentivo gli impianti che utilizzano componenti rigenerate fino a 1 MW, ovvero a registro di potenza per garantire un parco di generazione moderno, alla stregua di come viene fatto con il fotovoltaico, i cui impianti, per accedere all’incentivo, devono essere completamente nuovi. In alternativa, si potrebbe innalzare la decurtazione almeno dall’attuale 10% al 50%, in modo da spingere in maniera più decisa il riutilizzo delle tecnologie verso la market parity.
Infine, ANIE accoglie con particolare favore la scelta di abbinare la bonifica da amianto con l’installazione di impianti fotovoltaici, un’istanza fortemente portata avanti dalla stessa associazione e che fornisce certi vantaggi in termini di benefici sanitari ed ambientali, e valuta opportuno l'incremento del contingente dedicato all'idroelettrico per l'impiego efficiente della risorsa idrica compatibilmente con il rispetto dell'ambiente.

Alberto Pinori, Presidente di Anie Rinnovabili
Il Ministero ha già recepito la nostra richiesta di riconoscere il bonus per la rimozione dell'amianto/ethernit sull'intera produzione rinnovabile, comprensiva anche della parte autoconsumata. Siamo fiduciosi per l'apertura del sottosegretario Crippa a valutare l'introduzione di soglie di salvaguardia per garantire un più equilibrato mix produttivo all'interno del medesimo Gruppo A e l'incremento del contingente del Gruppo B.
…Il decreto ministeriale è uno dei tasselli fondamentali per il raggiungimento degli obiettivi europei energia-clima al 2030 sui quali anche il nostro Paese si è impegnato. Una prospettiva superiore all’anno permetterà una coordinata crescita del parco rinnovabile italiano, con impianti tecnologicamente sempre più avanzati, sia sotto il profilo della sostenibilità ambientale che dell’efficienza produttiva.