Italia Solare chiede a Di Maio di rivedere il capacity market

Italia Solare chiede a Di Maio di rivedere il capacity market

Italia Solare scrive a Luigi Di Maio per chiedere di rivedere il capacity market che peserà sulle bollette degli italiani per un miliardo di euro l'anno.

Il provvedimento del Ministero dello Sviluppo Economico prevede l’introduzione di uno strumento di remunerazione di lungo termine delle centrali termoelettriche, anche di nuova costruzione, che è in netta controtendenza con il nuovo regolamento Ue del mercato elettrico.

Italia Solare, dopo aver scritto il mese scorso alla Commissione Europea, oggi ha inviato una lettera al Ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio per chiedere che il Governo blocchi l’iter del provvedimento sul mercato della capacità (capacity market) e lo riveda avviando un processo decisionale trasparente e prendendo in considerazione tutte le opzioni tecnologiche, ivi comprese le rinnovabili e gli stoccaggi di energia.

La lettera di Italia Solare indirizzata al ministro Luigi Di Maio
Mentre il nuovo pacchetto di norme UE sui mercati dell’energia sta per entrare in vigore, prefigurando un settore sempre più distribuito, basato sulle comunità energetiche e sulle fonti rinnovabili, il Suo Ministero, in completa controtendenza, sta accelerando l’introduzione del capacity market, che altro non è che uno strumento di remunerazione di lungo termine a favore delle centrali termoelettriche, incentivandone addirittura la costruzione di nuove. La tecnologia odierna ha raggiunto livelli di sviluppo e di economicità tali da permettere sempre di più agli impianti flessibili di generazione, inclusi gli accumuli, di risolvere le questioni collegate alla tipica intermittenza delle fonti rinnovabili. È quindi anacronistico e dannoso che il ministero punti invece a un piano di remunerazione di lungo periodo per le grandi centrali termoelettriche. Un sistema che sarà pagato in bolletta dai clienti finali (fino a 1,4 miliardi all’anno per 15 anni, secondo la Commissione Europea) e in previsione del quale stanno aumentando le richieste di autorizzazione per nuove grandi centrali a fonti fossili. Tra l’altro dai dati pubblici in nostro possesso, relativi all’attuale utilizzo delle centrali termoelettriche, ci risulta che ci siano sempre, anche nei momenti di massima richiesta di potenza, ampi margini con oltre 20 GW disponibili, già escludendo tutte le centrali a carbone. Senza contare che si sta, ancora una volta, trascurando l’impatto importante che può essere dato dalle fonti rinnovabili che non è più corretto definire non prevedibili e non programmabili.

L’associazione che rappresenta gli operatori del fotovoltaico in Italia chiede che il Ministero dello Sviluppo Economico ripensi radicalmente al mercato della capacità, almeno per renderlo compatibile con le imminenti norme UE, che stabiliscono oltretutto che esso dovrebbe essere attivato solo come ultima ratio e sollecita un confronto con gli stakeholder. Si tratta di una procedura in corso da quasi 8 anni, ma che non ha mai visto mettere in atto un meccanismo di consultazione che permettesse ai consumatori di capire costi e modalità di funzionamento del meccanismo.

Nei Paesi evoluti oggi la spinta alla decarbonizzazione è forte e il paradigma energetico sta cambiando radicalmente. In tale contesto globale l’Italia potrà guadagnare uno spazio importante, creando opportunità di crescita e sviluppando competenze esportabili anche all’estero, solo se le scelte politiche saranno rapide, coerenti e adeguate.