La nuova frontiera del solare? Il fotovoltaico galleggiante

La nuova frontiera del solare? Il fotovoltaico galleggiante

Fotovoltaico galleggiante: un sistema unico nel suo genere in grado di generare energia pulita da spazi altrimenti inutilizzati.

Da diversi anni la nuova frontiera del solare è rappresentata dal fotovoltaico galleggiante: un sistema unico nel suo genere che è in grado di generare energia pulita, come il fotovoltaico tradizionale, ma con il plus di poter ovviare alla mancanza di terreni utili, e poco costosi, e costruire un impianto laddove vi è più bisogno di energia. Per esempio, le zone industriali e le aree urbane.

I parchi solari a terra sono costosi, in termini di infrastrutture, trasporto, distribuzione e perdite di trasmissione, e sono raramente disponibili vicino alle infrastrutture e allacciamento alla rete. Ecco che in un Paese come il nostro, con un terreno pianeggiante ridotto e costoso, il fotovoltaico galleggiante può essere una valida alternativa a valore aggiunto. Ancor più in luoghi come le nostre isole che hanno pochi spazi e costi energetici elevati.

Le soluzioni di fotovoltaico galleggiante sono adatte a diverse tipologie di bacini idrici, per esempio laghi, dighe, corsi d’acqua, vasche per l’irrigazione o per il trattamento delle acque, o ancora in mare aperto. Luoghi per la maggior parte sempre soleggiati, altrimenti inutilizzati e vicini alle industrie o centri abitati, con consumo intenso di energia e costi correlati.

Cosa cambia? I pannelli solari utilizzati sono i medesimi del fotovoltaico terrestre, ideati con tecnologie che ne consentono il galleggiamento sull’acqua. Il più grande pregio di queste installazioni è che non consumano, appunto, suolo terrestre e non hanno bisogno di infrastrutture speciali. Rispetto agli impianti a terra, si caratterizzano, inoltre, per la loro efficienza energetica più elevata, dovuta alla rifrazione dell’acqua, per una minore necessità di manutenzione e pulizia, per la loro capacità di perseguire l’inseguimento solare e un raffreddamento più economico, con anche una maggiore produttività delle celle che rimangono più ‘fresche’, e per la loro maggiore riciclabilità.

Di contro esistono anche degli svantaggi. Le piattaforme galleggianti hanno dei costi di realizzazione più elevati e costi relativi al trasporto a terra dell’energia. E ancora, i moduli subiscono l’effetto corrosivo dell’acqua o della salsedine, mentre l’intero impianto deve essere estremamente flessibile e ammortizzato per ovviare al possibile effetto onde alte o forte vento.

I parchi solari galleggianti sono ancora in un numero limitato. A fine 2019 si contavano però 2,4 GW di pannelli in 35 Paesi nel mondo. E secondo alcune previsioni questi impianti potrebbero rapidamente raggiungere una capacità mondiale nell’ordine di Terawatt.

Tecnologie e parchi flottanti

Pur settore ancora in fase di sviluppo, le tecnologie a supporto e i parchi sono via via sempre di più e sempre più grandi e potenti.

Il protagonista internazionale di parchi solari galleggianti, la francese Ciel & Terre, a oggi ha commissionato 140 parchi solari galleggianti, l’equivalente di circa 300 MWp di potenza fotovoltaica, utilizzando la propria tecnologia Hydrelio.

Mentre Agatos ha sviluppato un nuovo modulo fotovoltaico, leggero e flessibile: Eliotropo, si adatta per le sue caratteristiche intrinseche alla logica del fotovoltaico galleggiante con elevate prestazioni, grazie a celle in silicio monocristallino bifacciali che, essendo il modulo semitrasparente, consentono di catturare anche il riverbero della luce proveniente dalla superficie dell’invaso.

L’olandese Floating Solar si appresta a installare il più grande ‘arcipelago’ fotovoltaico galleggiante al mondo, con 15 isole di circa 140 metri di diametro e costituite da pannelli fotovoltaici particolari, che verranno installate nelle acque della riserva naturale di Andijk, con 73.500 moduli. Unico nel suo genere per la sua concezione. Come si comportano i girasoli, si tratta di un meccanismo che permetterà a ogni isola di modificare l’orientamento e l’inclinazione per seguire i raggi del sole da est a ovest. Questo sarà possibile con la tecnologia Optimal Solar Tracking (OST) che sfrutta tre boe di ancoraggio (collegate a un cavo) per ogni isola. E ancora, la tecnologia Weather Risk Management (WRM) farà in modo di correggere la posizione delle isole in funzione del vento e delle onde. L’impianto prevede un incremento delle prestazioni del 30% rispetto agli impianti fotovoltaici tradizionali statici, stando a quanto enunciato e atteso dall’azienda.

E ancora, l’impianto di Bomhofsplas di BayWa.re. in grado di produrre energia elettrica per servire circa 7.200 abitazioni e, sempre di BayWa.re, i due parchi solari galleggianti da 29,2 MWp di Nij Beets e Kloosterhaar, nei Paesi Bassi.